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Quadro macroeconomico

 

Quadro macroeconomico

Quadro macroeconomico

Nel secondo semestre dell'anno corrente il secondo piano nazionale di sviluppo economico dell'ANP, "Establishing the State, Building our Future" ha continuato a costituire il quadro di riferimento per l'azione del Governo di Fayyad volta alla creazione di un sistema economico basato su una crescita sostenibile. Il piano, elaborato per il triennio 2011-2013, individua le priorita' strategiche dell'azione di governo in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro, la crescita economica e la riduzione del disavanzo del bilancio statale.

Quest'ultimo rappresenta il principale nodo da sciogliere. La grave crisi finanziaria che sta affrontando il Governo dell'ANP perdura dall'esercizio fiscale precedente e minaccia di protrarsi alla luce dell'atteso ulteriore declino nel sostegno finanziario internazionale. L'ANP sta facendo il possibile per comprimere la spesa pubblica ed incrementare le entrate fiscali ma per potere asisitere ad un reale miglioramento del quadro economico palestinese e' essenziale che anche il Governo di Israele concorra a tale sforzo trasferendo puntualmente - come previsto dal Protocollo di Parigi del 1994 - le entrate doganali dovute all'ANP. Esse costituiscono infatti circa due terzi delle entrate complessive del bilancio del Governo di Fayyad e sono pari a circa il 15% del PIL.

Con riferimento al quadro fiscale dell'ANP nel 2011, il fabbisogno statale totale di assistenza finanziaria internazionale e'stato pari a circa US$1,5 miliardi dei quali circa US$200 milioni destinati a esborsi per progetti di sviluppo non direttamente finanziati dalla comunita' dei Paesi donatori. Tuttavia, l'ammontare complessivo di aiuti finanziari affluiti nelle casse del Governo palestinese e' stato pari a US$814 milioni per il bilancio statale e di US$169 milioni da convogliare ai progetti di sviluppo. In totale sono pertanto affluiti US$983 milioni con un divario di circa US$700 milioni rispetto al fabbisogno statale previsto. L'ANP ha dovuto ricorrere allo strumento dei prestiti bancari e nel solo 2011 ha accumulato pagamenti arretrati che deve ancora corrispondere al settore privato per una somma pari a circa US$260 milioni. Il pagamento degli stipendi publici costituisce una delle voci piu' pesanti del bilancio dell'ANP e, malgrado gli sforzi tesi al suo contenimento, a chiusura dell'anno fiscale 2011 tale voce ha visto un incremento pari al 6% rispetto all'esercizio precedente. Dato un indice dei prezzi al consumo pari al 3%, si e' avuto un incremento reale degli esborsi legati all'impiego pubblico pari al 3%. Nel complesso tuttavia, gli esborsi effettuati sono stati contenuti entro le previsioni di bilancio e la crisi e' perdurata, come sottolineato, come conseguenza della diminuzione del sostegno finanziario internazionale. Alcuni capitoli di bilancio hanno addirittura visto esborsi minori di quanto previsto dal bilancio statale. A titolo esemplificativo, i costi correnti sono stati pari al 96% dell'ammontare proiettato.

 La tendenza generale rilevata nel 2011 relativamente alla crescita economica nei Territori ha fatto rilevare una diminuzione del tasso di crescita aggregato rispetto a quanto registrato nel 2010. Cio' e' soprattutto da ricondurre alla Cisgiordania ove la riduzione del sostegno finanziario internazionale e l'incertezza legata alla crisi fiscale dell'ANP hanno contenuto il consumo e la domanda di beni. Nei primi tre trimestri del 2011 il tasso di crescita in Cisgiordania e' stato dunque pari 5,8%, in calo rispetto al 7,5% rilevato nell'analogo periodo dell'anno precedente. Al contrario, nella Striscia di Gaza si continuano a registrare tassi di crescita rilevanti nella quale la crescita e' stata pari al 25,8% nei primi tre trimestri del 2011. E' tuttavia necessario evidenziare che il significato di tale crescita deve essere largamente ridimensionato dato il bassissimo livello di partenza della produzione riconducibile, quest'ultimo, all'effetto combinato del perdurare del blocco dei valichi e delle operazioni belliche del 2008-2009. In particolare, tassi di crescita a due cifre sono stati rilevati nel comparto edile della Striscia di Gaza. In particolare, si stima che il comparto edile sia cresciuto del 141% nei primi tre trimestri del 2011 contribuendo con circa 12 punti percentuali al totale della crescita di Gaza. Diversi  sono gli elementi che hanno concorso alla ripresa del settore, primi tra questi il parziale sollevamento del blocco dei valichi per l'entrata di materiale edile, i progetti internazionali di ricostruzione della Striscia e l'accesso di materiali edili attraverso la rete di tunnel illegali che collegano Gaza con l'Egitto. Nonstante il rallentamento del tasso di crescita della Cisgiordania, il tasso di crescita reale rilevato per i primi 3 trimestri del 2011 e' stato pari al 10,5%, un valore superiore alla stima di crescita pari al 9% prevista dall'ANP per il 2011.

 Sotto il profilo della partecipazione alla forza-lavoro, i tassi rilevati continuano a fare registrare livelli bassi e la disoccupazione permane a livelli preoccupanti. Il tasso di disoccupazione aggregato dei Territori Palestinesi e' diminuito dal 23,4% rilevato nel quarto trimestre del 2010 al 21% dell'analogo trimestre del 2011. Disaggregando tale parametro tra i valori rilevati in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza negli analoghi periodi dell'anno precedente, emerge che la disoccupazione in Cisgiordania e' rimasta costante e il tasso di partecipazione alla forza-lavoro ha visto un incremento, passando dal 44,5% al 47,3%. La disoccupazione a Gaza permane a livelli preoccupanti attestandosi sul 30,3%, valore comunque minore di 7 punti percentuali rispetto al valore rilevato nell'ultimo trimestre del 2010. Tuttavia, il tasso di partecipazione alla forza-lavoro nella Striscia di Gaza continua a fare rilevare tassi molto bassi con solo il 39,5% della forza-lavoro impiegata nell'ultimo trimestre del 2010.

Va rilevato che la crescita dell'occupazione nel 2011 e' da ricondurre per il 90% al settore privato e il 70% di tale valore e' direttamente collegato alla crescita registrata nel settore edile. Nello stesso periodo di riferimento, l'occupazione nel comparto agricolo e ‘ diminuita del 20%, anche il settore dei servizi privati ha subito una contrazione pari, questa seconda, al 26%.

Inoltre, particolare attenzione deve essere accordata alle rilevazioni statistiche relative ai livelli di disoccupazione dei rifugiati. Questi rappresentano il gruppo piu' penalizzato sotto il profilo del livello di disoccupazione. In Cisgiordania il tasso di disoccupazione per questo gruppo e' cresciuto del 10.3% rispetto all'anno precedente e presenta un valore di 3.7 punti percentualli maggiore rispetto al valore rilevato per il resto della popolazione.

VALORE IN TERMINI PERCENTUALI

 CISGIORDANIA

STRISCIA DI GAZA

VALORE AGGREGATO

Tasso di disoccupazione

 

 

 

Complessivo

16,6

30,3

21,0

Giovani (15-29 anni)

25,8

46,5

32,7

Tasso di partecipazione alla forza-lavoro

 

 

 

Complessivo

47,3

39,5

44,4

Giovani (15-29anni)

40,8

33,0

37,8

 
Fonte: Palestinian Central Bureau of Statistics, Labour Force Review (dati relativi al terzo trrimestre del 2011)

Per contrastare tali gravi criticita', il Governo di Fayyad sta mettendo in atto strategie e programmi governativi tesi al sostegno del settore privato indicato quel unico possibile motore per una crescita sostenibile. Il controllo che il Governo di Israele continua a mantenere sull'Area ‘C', ovvero su circa il 60% del Territorio della Cisgiordania, va a detrimento di tale strategia, soprattutto per quel che concerne la Valle del Giordano- ricompresa tra i Governatorati di Jericho e di Al-Aghwar – il cui sviluppo viene considerato, sia sotto il profilo della creazione di lavoro che di sviluppo del tessuto produttivo del settore agricolo, come strategico dall'ANP. Stime condotte da enti palestinesi hanno evidenziato che eventuali investimenti effettuati in alcuni comparti chiave, quali il turismo, l'agricoltura, il mercato immobiliare e l'estrazione mineraria, potrebbero creare all'incirca 50mila nuovi posti di lavoro nell'area. Il Palestine Investment Fund (PIF) ha condotto degli studi relativi a progetti per un valore di circa 2 miliardi di USD da realizzarsi nell'arco del prossimo decennio. Tra i progetti messi a punto il piu' rilevante e' costituito dalla costruzione di una nuova citta' "Moonlight City" , la quale dovrebbe estendersi lungo le coste del Mar Morto per diventare un polo di attrazione turistica. Tuttavia le restrizioni israeliane impediscono lo spiegamento di questo potenziale. Su un totale di circa 82mila imprese operanti in Cisgiordania solamente 1,4mila sono attive in quest'area di grandi potenzialita' economiche.

Con riferimento specifico alla Striscia di Gaza, anche qui il Governo israeliano continua ad impedire il dispiegamento del potenziale economico esistente esercitando il controllo militare dei valichi di Gaza, controllata dal luglio del 2007 dalle autorita' di fatto di Hamas. Cio' costituisce un ulteriore ostacolo allo sviluppo economico complessivo dei Territori Palestinesi. Le attivita' di esportazione provenienti dalla Striscia di Gaza non vengono autorizzate e permangono significative restrizioni alle importazioni. Sullo sfondo di tale difficile contesto, l'ANP continua a sottolineare l'importanza di effettuare investimenti infrastrutturali nella Striscia e il "Palestinian National Early Recovery and Reconstruction Plan for Gaza" rappresenta ancora lo strumento di riferimento per i progetti di ricostruzione della Striscia. Inizialmente previsto per il biennio 2009-2010 la realizzazione di tale piano e' stata estesa fino al 2013 e prevede rilevanti progetti di risanamento nei tre settori chiave dell'energia elettrica, delle risorse idriche e dei rifiuti solidi.

FABBISOGNO FINANZIARIO PER LA ROCOSTRUZIONE

DELLA STRISCIA DI GAZA

SETTORE

FINANZIAMENTO RICHIESTO (US$ MILIONI)

QUOTA PERCENTUALE SUL TOTALE

Infrastrutture

531

40

Economia

412

31

Sociale

315

24

Governance

68

5

TOTALE

1.326

100

Oltre al sostegno del settore privato, anche l'attrazione di investimenti diretti esteri costituisce una priorita' dell'ANP per il miglioramento della situazione economica nei Territori Palestinesi. Per quanto concerne gli ultimi dati raccolti sul livello degli investimenti esteri da e verso e Territori Palestinesi, il dato piu' significativo registrato negli ultimi tempi indica che il valore degli investimenti effettuati dalle imprese palestinesi sui mercati esteri e' stato maggiore rispetto al valore raggiunto dagli investimenti effettuati dalle imprese straniere sul mercato palestinese. I risultati preliminari del Foreign Investment Survey per il 2010, ricerca condotta congiuntamente dal Palestinian Central Bureau of Statistics (PCBS) e dall'Autorita' monetaria palestinese, hanno evidenziato che il valore totale degli investimenti effettuati dalle imprese palestinesi sui mercati esteri e' stato pari a US$5.273 milioni. Sul totale degli investimenti realizzati, solo il residuale 3% e' costituito da investimenti diretti esteri mentre gli investimenti di portafoglio rappresentano il 15% del totale degli investimenti esteri totali. Di contro, il valore degli investimenti stranieri effettuati dagli operatori economici esteri sul mercato palestinese e' stato pari US$2.297 milioni. Il 60% degli investimenti esteri sul mercato palestinese e' stato costituito da investimenti esteri diretti.

Nel 2011, per la prima volta dall'anno della sua creazione, la Palestine Exchange, la borsa palestinese nata 17 anni fa, ha registrato una contrazione dell'indice Al Quds che e' stata pari al 2,59%, Nei primi due quadrimestri del 2011 l'indice e' sempre stato di segno positivo e la diminuzione registrata e' da attribuire al solo terzo quadrimestre dell'anno. Nonostante tale performance negativa, la borsa palestinese si e' posizionata terza nella classifica delle borse appartenenti alla "Union of Arab Stock Exchanges" preceduta solamente dall'Iraq e dal Qatar. In questo stesso anno 7 nuove societa' sono state quotate portando il numero totale di societa' quotate presso la Palestine Exchange a 46. I risultati complessivamente positivi raggiunti dalla borsa palestinese, soprattutto dato il difficile momento dei mercati finanziari internazionali, sono stati riconosciuti nel corso della manifestazione "Fifth Annual Palestinian Capital Market Forum, 2011". Difatti, anche in considerazione del declino del volume di transazioni registrato rispetto all'anno precedente, pari a -20%, del  valore altrettanto negativo dei titoli scambiati, pari a -19%, ed al declino dell'indice Al Quds, la capitalizzazione di mercato totale delle imprese quotate e' aumentata del 13,6%.

In sintesi, il declino complessivo rilevato nel 2011 e' da attibuite alla relativa debolezza di tutti gli indici della borsa palestinese ad eccezione dell'indice dei servizi bancari e finanziari che ha registrato un lieve incremento.

Nuove societa' quotate nella Palestine Exchange - 2011

SOCIETA'

Num. titoli

 Num. Detentori titoli

WATANIYA PALESTINE MOBILE TELECOM.

258,000,000

13,863

GLOBAL UNITED INSURANCE

5,000,000

547

PALESTINE MORTGAGE & HOUSING CORP.      

20,000,000

12

AL AQARIYA TRADING INVESTMENT

 5,511,947

1,327

AL – TAKAFUL PALESTINIAN INSURANCE

8,500,000

524

AL SHARK ELECTRODE

750,000

261

NATIONAL ALUMINIUM & PROFILE

6,900,000

704


L'iniziativa "Rawabi", ovvero la costruzione di una citta' interamente araba in prossimita' di Ramallah, da sviluppare utilizzando parametri di urbanizzazione non ancora adottati nei Territori Palestinesi, vuole offrire un'alternativa ai molti palestinesi che non possono piu' tenere il passo con il livello dei prezzi immobiliari dei centri urbani piu' sviluppati. Lanciata dall'Esecutivo del Primo Ministro Fayyad, pur essendo stata concepita come una misura di breve periodo per dare sollievo alla domanda di abitazioni in Cisgiordania, essa rappresenta ora una misura a vasto raggio che sta dando sollievo al surplus di offerta di lavoro nel comparto edile. Questo vale in particolare per quella parte di manodopera palestinese precedentemente impiegata nella realizzazione di progetti finanziati da USAID, l'agenzia statunitense per la cooperazione allo sviluppo, che ha ora sospeso in larga parte i propri progetti in Cisgiordania. Tale progetto potrebbe altresi' dare un contributo concreto per rendere piu' effettiva la nuova normativa, varata di recente dall'ANP, che mira a scoraggiare il lavoro palestinese negli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

La questione dell'accesso alle risorse idriche, nonche' dell'equa distribuzione delle fonti di approvvigionamento tra Israele e la Palestina -indispensabili oltre che per il consumo privato anche per l'industria, l'edilizia e l'agricoltura - costituisce una delle principali criticita' per lo sviluppo dei Territori palestinesi. La distribuzione dell'acqua che sgorga dalle fonti acquifere sotterranee di montagna, come e' il caso delle fonti idriche alla linea di demarcazione del 1967 tra la Cisgiordania e Israele, e' disciplinata dal diritto internazionale e l'ANP ne richiede l'applicazione nelle sue rivendicazioni nei confronti di Israele. Difatti, le statistiche relative al consumo di acqua evidenziano una netta disparita' tra il consumo idrico palestinese e quello israeliano. Da quanto dichiarato dalla Palestinian Water Authority, l'ente pubblico deputato alla gestione delle risorse idriche nei Territori, il consumo israeliano assorbe il 90% delle risorse provenienti dalle fonti comuni. Il consumo pro capite medio di acqua nei Territori e' pari a 60 litri, ben al di sotto della soglia minima di 100 litri pro capite indicata dalla Banca Mondiale, quest'ultima ha anche sottolineato che il consumo medio pro capite di acqua in Israele e' 4 volte maggiore di quello palestinese per il solo uso domestico. Nel 2009, la quantita' totale di acqua pompata nei Territori palestinesi e' stata pari a 227,2 milioni di metri cubi, destinati sia al consumo domestico che agricolo. La quantita' di acqua acquistata dalla societa' pubblica israeliana per le risorse idriche (Mekorot) e' stata pari a 53,5 milioni di metri cubi.

La PIEFZA (Palestinian Industrial Estates and Free Zones Authority) e' l'Autorita' palestinese deputata a sovrintendere, tra gli altri, alla realizzazione e gestione dei parchi industriali che sono in via di progettazione in piu' aree della Cisgiordania. La creazione di tali aree produttive a fiscalita' privilegiata, una volta a regime, consentira' una crescita sostenibile dell'economia palestinese in particolare nelle aree ancora a basso tasso di industrializzazione. La Comunita' Internazionale, in stretta collaborazione con le istituzioni palestinesi, sta contribuendo alla realizzazione di varie aree industriali, tra cui si segnala in particolare quella di Betlemme, oggetto di una specifica iniziativa francese promossa dal Presidente Sarkozy, mentre il nostro Paese ha finanziato la realizzazione di uno studio di fattibilita' per la realizzazione di una area industrale nel Governatorato di Jenin. Tali parchi industriali vengono perlatro indicati nel corrente piano nazionale di sviluppo per il triennio 2013 tra le priorita' dell'azione governativa.

Il comparto bancario palestinese continua a vantare una performance positiva sotto l'attenta regolamentazione dell'Autorita' monetaria palestinese. La normativa in materia bancaria vanta, tra gli altri, una delle piu' efficienti leggi anti-riciclaggio della regione e il disegno di legge per la creazione di una vera e propria Banca centrale palestinese, attualmente allo studio. A testimonianza della solidita' del sistema creditizio palestinese, sta l'esposizione dell'ANP nei confronti del settore bancario che rappresenta circa il 12% del totale dei prestiti erogati, equivalente a circa US$11 miliardi. La solidita' del settore bancario si puo' anche ravvisare nel costante aumento dei prestiti erogati al settore privato, aumentati del 20% nel 2011.


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