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Criticità

 

Criticità

Politica commerciale e di accesso al mercato

L'Unione Europea ha stipulato con l'OLP un Accordo temporaneo di associazione sul commercio e la cooperazione in base al quale i prodotti agricoli di entrambe le parti godono di un regime di esenzione o riduzione fiscale all'interno di determinate quote; sono del tutto esenti da tali limiti i prodotti industriali, a condizione che rispettino le norme sull'origine delle merci.

In aggiunta, l'applicazione della politica israeliana sulle importazioni comporta che gli accordi commerciali bilaterali tra Israele ed altre parti siano considerati validi nei Territori palestinesi. Le dogane palestinesi con l'assistenza tecnica dell'UE, hanno di recente completato la terza fase del sistema automatizzato per la raccolta dei dati doganali, il c.d. ‘ASYCUDA World'. Il lancio della versione finalizzata ha visto quindi l'introduzione di nuove procedure doganali tra le quali un meccanismo per l'inserimento diretto dei trader commerciali ed e' stato nel contempo assicurato il corretto addestramento tecnico degli utilizzatori privati del sistema nonche' dei Ministeri utilizzatori. Allo stato, un ulteriore sistema per l'ammodernamento degli uffici dell'amministrazione cui fa capo la raccolta degli introiti fiscali dervianti dalle entrate doganali, il programma ‘Al Siyadeh' e' ancora in corso di finalizzazione. A tale fine, l'ANP ha creato un dipartimento con specifiche funzioni quali la Direzione per i  tribunali doganali per meglio sovrintendere all'esecuzione della raccolta delle entrate doganali. Per quanto concerne l'entrata in vigore di un codice doganale non sono stati registrati provvedimenti nonostante l'assistenza ricevuta in passato dai Paesi donatori e tutti i passi intrapresi al fine di accedere all'organizzazione mondiale del commercio sono stati effettuati nell'ambito di tali sforzi tesi a completare il processo di state-building dell'ANP.

Barriere non tariffarie

Rispetto a quelle israeliane, le importazioni e le esportazioni palestinesi godono (secondo gli accordi in vigore) di eguale trattamento. Di fatto, pero', le misure di sicurezza adottate dagli israeliani pongono seri ostacoli all'import-export palestinese, soprattutto per il trasporto e la consegna delle merci. L'assenza di un sistema di arbitrato commerciale unificato ha in parte scoraggiato gli operatori stranieri dall'instaurare rapporti commerciali con le imprese palestinesi. Tuttavia, nel dicembre 2007 la Federazione delle Camere di Commercio, Industria e Agricoltura della Palestina ha sottoscritto un accordo di associazione con la Federazione Mondiale delle Camere di Commercio. L'adesione alla Federazione internazionale comportera' il sostegno alla capacity-building della Federazione palestinese sia sotto il profilo istituzionale che quello operativo, il miglioramento dello scambio di informazioni relative alle opportunita' commerciali nonche' l'accesso al sistema di arbitrato previsto dall'organizzazione internazionale determinando in tal modo un maggiore grado di certezza giuridica per gli operatori economici. Parallelamente agli sfozi tesi a creare un ambiente favorevole agli investimenti stranieri, l'ANP sta anche negoziando la propria adesione all'Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC). Il dialogo tra l'ANP e l'UE in materia di questioni sanitarie e fito-sanitarie ha subito di recente una intensificazione a seguito di una missione UE nei Territori palestinesi volta a stabilire l'esistenza di lacune legislative in materia e a verificare la institutional capacity dell'ANP. Di conseguenza e' ora in corso una riflessione circa i nuovi provvedimenti legislativi da adottare.

Sotto il profilo della legislazione atta a favorire i rapporti commerciali internazionali, e' tuttora allo studio la nuova riforma in materia societaria. Il disegno di legge prevede l'abolizione dei requisiti di legge relativamente al capitale minimo per una societa' permettendo inoltre la proprieta' unica delle imprese a determinate condizioni. Anche la nuova normativa in materia di concorrenza e' ancora in fase di approvazione. Una volta varata, la nuova legge prevede la costituzione di una agenzia indipendente deputata a monitorare la concorrenza nei Territori palestinesi.

Di recente, e' stata anche annunciata la prossima istituzione di un'Agenzia per il sostegno alle PMI palestinesi. Tale agenzia avra' quale obiettivo principale quello di favorire lo sviluppo  delle PMI creando un quadro di coordinamento tra il settore pubblico e quello privato e fornendo servizi di consulenza alle PMI che ne faranno richiesta.

Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale

E' tuttora fermo nel Consiglio Legislativo Palestinese, per l'esame, un disegno di legge sulla proprieta' intellettuale (disegno di legge N. 46/99/M ).

Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese 

Nel quadro delle priorita' strategiche delineate dall'ultimo programma governativo, l'ANP ha varato nuove norme e emendato quelle pre-esistenti al fine di migliorare il quadro legislativo che disciplina il settore privato, la cui crescita viene considerata quale indispensabile perno sul quale fare leva per assicurare la crescita e lo sviluppo sostenibile del tessuto economico palestinese.

In tale senso, nel gennaio del 2011 e' stato introdotto tramite decreto presidenziale  un emendamento alla legge in materia di investimenti del 1998. Le nuove disposizioni di legge hanno innalzato la soglia massima, ora stabilita a US$250.000 - rispetto al precedente limite di soli US$100.000  - entro la quale e' possibile essere esentati dalla corrisponsione delle tasse in caso di investimenti nei Territori palestinesi. Gli emendamenti introdotti prevedono anche la possibilita' per il Gabinetto palestinese di autorizzare ulteriori incentivi per gli investimenti o i progetti idonei a creare occupazione o sfruttare il potenziale di esportazione palestinese senza la necessita' che vangano apportate ulteriori modifiche di legge.

La PMA (Palestinian Monetary Authority), congiuntamente con la PCBS (Palestinian Central Bureau of Statistics), ha pubblicato nell'ottobre del 2010 il primo rapporto relativo agli investimenti esteri nei Territori palestinesi. Il rapporto analizza gli investimenti effettuati da investitori esteri sul mercato palestinese e il flusso di investimenti palestinesi diretto sui mercati internazionali per il biennio 2008-2009. I principali risultati dello studio realizzato hanno evidenziato che gli investimenti esteri sul mercato palestinese sono cresciuti del 18% tra il 2008 ed il 2009 aumentando da US$1,34 miliardi a US$1,58 miliardi. La scomposizione del valore totale degli investimenti esteri evidenzia che US$1,15 miliardi sono stati destinati al finanziamento di investimenti diretti esteri, US$338 milioni sono stati investiti sul mercato azionario, i residuali US$90 milioni hanno finanziato forme diverse di investimenti esteri. Sotto il profilo degli investimenti palestinesi sui mercati esteri, e' stata evidenziata la contrazione degli investimenti provenienti dai Territori palestinesi sui mercati esteri: nel 2008 sono stati pari a US$5,31 miliardi per contrarsi fino a US$5,27 miliardi nell'anno successivo. Di questi, solo US$457 milioni sono stati finalizzati al finanziamento di investimenti diretti, US$178 milioni in investimenti di portafoglio mentre ben US$4,61 miliardi sono stati destinati ad altre forme di investimenti esteri. Il quadro cosi' delineato fa emergere un marcatissimo divario tra afflussi di investimenti esteri sui mercati palestinesi e deflussi di investimenti, questi ultimi sono 3 volte maggiori rispetto ai primi. La PMA ha ricondotto tale divario alla sovrastima da parte degli investitori stranieri della instabilita' politica locale.


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